Scoprire la Piccola Italia

Quartiere dove i primi immigrati italiani hanno posato le loro valige nel XIX secolo, la Piccola Italia a conservato il suo fascino irresistibile durante gli anni. I cortili sono arricchiti da piante di pomodori e vigne, il calcio qui è uno stile di vita e l’aroma indistinguibile del cappuccino si confonde con l’odore delle erbe aromatiche che maturano. La dolce vita!

La Piccola Italia si vive tutto l’anno. La passione per la velocità, per le automobili sportive e le forti emozioni sono un connubio perfetto con l’autentica gastronomia, i prodotti tipici e l’architettura emblematica del quartiere.

Tutti i montrealesi si ritrovano ogni settimana al Mercato Jean-Talon per approfittare dei prodotti regionali e dell’incredibile varietà di sapori, qualunque sia la condizione metrologica.

Durante il fine-settimana, i residenti si danno appuntamento nei nostri parchi, per ballare un tango, sfidarsi a una partita a bocce o passeggiare tra gli edifici storici dallo stile art-decò.

Ammirano la Chiesa della Madonna della Difesa e approfittano dell’atmosfera unica della Piccola Italia significa.

Un momento imperdibile è a giugno in occasione del Gran Premio del Canada dove assistere alle parate di Ferrari sul boulevard San Lorenzo o ritrovarsi tra tifosi in una trattoria a brindare per la propria squadra.

Venite ad unirvi a noi!

Luoghi storici della Piccola Italia

Casa d’Italia

505 Rue Jean-Talon Est, Montréal, QC H2R 1T6

Antica clinica d’ispezione delle carni

7070, avenue Casgrain, Montréal

Parco Dante

Rue Dante, Montréal

Caserma dei pompieri

7041, rue Sainte-Dominique, Montréal

Padiglione Notre-Dame-de-la-Défense della scuola La Petite-Patrie

6841, avenue Henri-Julien, Montréal

Mercato Jean-Talon

7070 Henri-Julien

Antico teatro Le Château – attualmente Centro Cristiano cittadino

6956, rue Saint-Denis, Montréal

Chiesa Madonna della Difesa

6800, avenue Henri-Julien, Montréal
  • Il mercato Jean-Talon

  • Piazza Shamrock

  • Parco Dante

  • Chiesa della Maria della Difesa

  • parco della Piccola Italia

PRIMA TAPPA : il mercato Jean-Talon. Se arrivate in automobile, potrete approfittare del parcheggio sotterraneo. Gustate i prodotti freschi del Quebec e lasciatevi catturare dal mosaico di colori - e odori - del mercato. Parlare con i venditori è obbligatorio se volete comprendere il significato dell’espressione typique d’ici a Montreal. Arrivate alla piazza Shamrock, dove il gusto contemporaneo si mischia all’antico. Un esempio di design urbano con il suo moderno carosello e le bici musicali, la piazza Shamrock è caratterizzata da edifici tipici del periodo art-deco. Questo percorso vi porterà direttamente alla Main. 

SECONDA TAPPA : a via Dante, il cuore del quartiere. Nelle vie secondarie, l’atmosfera si fa più intima e ci si ritrova rapidamente nel parco Dante, uno spazio dove rilassarsi. Si consiglia la visita all’interno della Chiesa della Maria della Difesa, seguita dalla degustazione di un buon cannolo prodotto dalla pasticceria storica Alati Caserta.

PER TERMINARE LA VOSTRA PASSEGGIATA, prendete la via St-Zotique e vivete lo charme sofisticato dei negozi locali. Terminate il percorso al parco della Piccola Italia, un crocevia di persone che si ritrovano per un pic-nic all’ombra degli alberi, o per una cioccolata calda dopo una pattinata sul ghiaccio in inverno. Un consiglio: venite con lo stomaco vuoto. Buona visita!

Ci spiace, ma questo articolo è disponibile soltanto in Francese e Inglese Americano.

Parco della Piccola Italia

Nel 1909, il consigliere comunale Joseph Martel vende il suo terreno alla città al fine di farne un parco pubblico. Inizialmente chiamato Parc Martel, in onore del suo proprietario, la città di Montreal ribattezza Parc de la Petite-Italie nel 1988. Qualche anno più tardi, nel 1997 la città intraprese importanti lavori di riqualificazione del parco con l’obiettivo di stimolare una ripresa commerciale del settore. Situato alle porte del quartiere Piccola Italia, questo parco è un luogo di ritrovo annuale per gli italiani di Montreal che vengono a celebrare la Settimana Italiana ogni anno. In estate il parco si anima di residenti che si appropriano dello spazio in occasione di un pic-nic soleggiato.

Gli archi e le vele

Negli anni 90, l’Associazione per la Promozione della Piccola Italia di Montreal ha lanciato un progetto per rivitalizzare il settore. L'obiettivo era quello di valorizzare l'esperienza culturale nella Piccola Italia per attirare clienti e quindi attirare nuove imprese. Il mandato di concettualizzazione è affidato a Pierlucio Pellissier, architetto di origine italiana specializzato nella conservazione e restauro di opere d’arte e patrimonio architettonico nonché nell’applicazione di innovazioni tecnologiche nel campo dell’architettura. Più precisamente, il Pellissier deve identificare il perimetro della Piccola Italia e proporre un concetto che evidenzi il carattere italiano del quartiere. Dopo molti incontri tra l’Associazione, l’architetto e la città di Montreal, la decisione finale è quella di creare 13 vele e posizionarle strategicamente per identificare i limiti del quartiere. Queste sculture rappresentano le vele delle imbarcazioni che portarono gli immigrati italiani in Canada. Furono progettate dallo scultore Aurelio Sandonato, un artista italo-montrealese, altresì noto per l’opera in terracotta esposta nella stazione del metro College. Terminata la prima fase del progetto, i membri dell’Associazione della Piccola Italia propongono una seconda e terza fase del progetto. La seconda fase è basata sulla costruzione delle Porte della Piccola Italia sul boulevard St-Laurent. Questi sculture devono essere costruite in granito, malgrado il marmo sia la pietra desiderata, per la sua resistenza al cambiamento climatico e all’inverno canadese. Per la terza fase, il progetto prevedeva l’aggiunta di imponenti strutture in metallo sulle porte per trasformarle in veri archi. Per la costruzione delle fasi 2 e 3, è stato necessario estrarre il granito da una miniera dello Sri Lanka, perché nessun frammento di queste dimensioni era disponibile in Canada. La barca che trasportava le enormi pietre di granito lasciò il porto diretto a Montreal il 9 settembre 2001. In considerazione degli attentati dell'11 settembre del 2001, la barca non potette attraccare, e per un tempo molto lungo, rimase bloccata al porto di New York. Il granito arrivò finalmente a destinazione ad aprile. Quando tutte le parti furono pronte, il boulevard St-Laurent rimase chiuso per due giorni per erigere la struttura. Ai piedi dei due archi si trovano due targhe commemorative in bronzo rappresentanti il logo della Piccola Italia. All’interno, sul lato nascosto delle placche, un messaggio è stato lasciato ai posteri: una breve storia sulla costruzione con i nomi delle persone che si sono impegnate per erigere gli archi.

boulevard San Lorenzo

Più antico collegamento nord-sud di Montreal, il Boulevard San Lorenzo, conosciuto come la Main, ha avuto il ruolo di integrazione dei nuovi immigrati per più di un secolo. Entro la fine del 19° secolo, Montreal accolse un centinaio di migliaia di immigrati dall’Europa. Arrivati al porto, questi ultimi penetrarono a poco a poco nel tessuto urbano lungo il Boulevard St-Laurent. Fondata nel 1893, la linea del tram 55 che percorreva il boulevard St Laurent è stata prolungata fino alla rue Isabeau (ora Jean-Talon). Questa estensione, combinata con la disponibilità di terre, incoraggiò il movimento degli italiani di Montreal verso nord. A quel tempo, molti terreni lungo la Main furono sviluppati dalla famiglia Beaubien, borghesi influenti. Le abitazioni residenziali si estendono gradualmente verso nord, ma sono intervallate da lotti abbandonati. In seguito, nel 1949, data la crescente domanda, gli edifici formano una linea ininterrotta sul viale fino alla via De Castelnau. Dopo la seconda guerra mondiale, il nord del Boulevard St-Laurent ospita une seconda ondata di immigrazione italiana che porterà un grande cambiamento alla pianificazione urbana del distretto. I duplex e triplex residenziali a quel tempo, lasciano spazio ai negozi al piano terra delle case. Caffè, ristoranti e negozi di alimentari con un’offerta italiana si moltiplicarono, rafforzando la presenza della comunità italiana sulla Main. Dagli anni 60, gli italiani abbandonano gradualmente il nord del viale e i dintorni, dirigendosi verso altri quartieri meno sviluppati. Diversi negozi chiudono le porte tuttavia, qualche negozio italiano rimane aperto continuando a attirare ancora la comunità nonché montrealese di tutte le origini. Nei decenni successivi, con il deterioramento graduale degli edifici, le finestre vacanti si accumulano. All’inizio degli anni 90, più di venti locali commerciali erano vuoti sul Boulevard St-Laurent, tra St-Zotique e Jean-Talon. In questo momento la città, insieme con l’Associazione per la promozione della Piccola Italia di Montreal, intraprende un programma di rivitalizzazione del quartiere e del viale attraverso, tra le altre cose, l’installazione di mobili urbani distintivi come le porte d’entrata del quartiere. Nel 1998, St-Laurent sarà considerato un sito storico nazionale del Canada.

 

Casa d’Italia

505 Rue Jean-Talon Est, Montréal, QC H2R 1T6

La Casa D’Italia è stata inaugurata il 1 novembre 1936, nel giorno di Ognissanti. La comunità italiana ne ha fatto rapidamente la sua casa: è diventato il cuore e il centro della Piccola Italia, un luogo a vocazione sociale e culturale. Tutti gli eventi che vi sono organizzati: da San Valentino a Natale, passando per i matrimoni, gli incontri delle associazioni, le esposizioni, le serate danzanti, ecc.

Il progetto era stato affidato ad un giovane architetto nato a Brooklyn: Patsy (Pasquale) Colangelo (1907-1984). Lo stile architettonico è Art Déco, una corrente molto popolare grazie a Ernest Cormier. L’Università di Montréal e il Mercato Atwater si erano già ispirati a questo stile all’avanguardia per l’epoca. Nel 2010, la Casa d’Italia è stata metamorfizzata in ecomuseo dell’immigrazione italiana a Montreal.

Questa trasformazione ben riuscita, per il centro comunitario della Piccola Italia e all’atelier d’architettura Saroli-Palumbo, è valsa il premio d’integrazione architetturale assegnato dalla Opération Patrimoine Architectural di Montreal.

Antica clinica d’ispezione delle carni

7070, avenue Casgrain, Montréal

Questo piccolo edificio, situato all’angolo tra le vie Casgrain e Shamrock, è stato costruito nel 1935 seguendo il progetto dell’architetto in capo della città, Donat Beaupré che ha diretto i lavori per la costruzione di una dozzina di edifici municipali tra gli anni ’30 e ’50. In origine, questo edificio serviva come clinica d’ispezione alimentare per le carni vendute al vicino mercato Jean-Talon. Norme rigide in materia d’approvvigionamento di prodotti alimentari furono adottate dalle autorità municipali nel 1927, in seguito ad un episodio di tifo. Questo edificio, dato che ha oggi perso la sua vocazione originale, testimonia l’evoluzione dei servizi d’igiene pubblica. La clinica ristrutturata e ingrandita verso il 1958, rappresenta lo stile costruttivo dell’inizio degli anni ’30, l’Art déco. La clinica forma un complesso architettonico interessante insieme ai due immobili vicini, eretti ugualmente in stile Art déco nello stesso periodo, ovvero la casera dei pompieri n°31 e il padiglione centrale del mercato Jean-Talon.
(fonte: Città di Montreal, proprietà municipale d’interesse patrimoniale)

Parco Dante

Rue Dante, Montréal

Per commerare i 50 anni di fondazione della parrocchia Madonna della Difesa, un gruppo di italo-montrealesi decide di presentare il progetto di un parco ornamentale vicino all’omonima chiesa. Inaugurato il 26 giugno 1963, questo spazio è diventato il cuore della Piccola Italia, divenendo anche il simbolo del contributo dato dalla comunità italiana allo sviluppo e alla ricchezza di Montreal. Il monumento dedicato al sommo poeta Dante, precedentemente situato al parco La Fontaine, è stato spostato definitivamente in questo nuovo parco nel 1964. Il parco Dante è anche uno dei luoghi di ritrovo prediletti degli abitanti del quartiere che si ritrovano sotto le pergole a discutere o a condividere un picnic nelle calde sere estive.

Caserma dei pompieri

7041, rue Sainte-Dominique, Montréal

L’interesse patrimoniale della caserma n°31 dipende principalmente dai suo valori storico-artistici. Da un punto di vista storico, la caserma è testimone d’un importante programma d’aiuto ai disoccupati messo in atto dalla città di Montreal in seguito alla crisi economica della fine degli anni ’20. L’edificio costruito nel 1931 costituisce un’eccellente testimonianza dell’evoluzione delle misure di protezione contro gli incendi a Montreal. Il valore artistico dell’antica caserma si riconduce all’importanza del suo ideatore, l’architetto Emmanuel-Arthur Doucet. Quest’ultimo ha firmato diverse opere a Montreal, come la conosciuta chiesa Notre Dame des Victoires, 2700 rue Lacordaire (1925-1927), il Théâtre Granada (adesso Théâtre Denise-Peletier), 4353 rue Sainte-Catherine Est (1926-1929) e la caserma n°48m 3616 rue Hochelaga (1931). Inoltre, il suo valore artistico è riscontrabile nella qualità architettonica esteriore e nel decoro in stile Art déco. L’interesse per questo edificio si riscontra nel fatto che ha conservato la maggior parte dei suoi elementi caratteristici di cui la torre, i materiali che compongono la facciata, quali i mattoni e la pietra artificiale, e gli stessi elementi di decoro. Le facciate testimoniano un grande interesse a livello estetico e sono caratterizzati dalla loro simmetria , la presenza di dettagli ornamentali di cui il contrasto tra i mattoni e gli elementi in pietra artificiale. Inoltre, questo edificio pubblico ha conservato la sua funzione originaria di caserma dei pompieri dalla sua inaugurazione che è avvenuta nel 1934 e possiede un buon grado di autenticità.
(fonte: città di Montreal, proprietà municipali d’interesse per il patrimonio)

Padiglione Notre-Dame-de-la-Défense della scuola La Petite-Patrie

6841, avenue Henri-Julien, Montréal

Con la fondazione della parrocchia Notre-Dame-de-la-Défense nel 1910, nel quartiere sorge una chiesa-scuola. Inizialmente situata sopra un negozio all’angolo tra e vie Saint-Zotique e Alma, la scuola-chiesa viene spostata un anno più tardi in un edificio sulla strada Henri-Julien, dove si trova attualmente. Nel 1919, l’edificio che accoglieva la scuola è interamente dedicato alle attività scolastiche. Con l’aumento degli allievi, la scuola Sainte-Julienne-Falconeri, dove studiano le bambine, viene costruita nel 1925 mentre la scuola Notre-Dame-de-la-Défense viene completata nel 1933. Questa comprende una residenza per le sorelle francescane dell’Immacolata-Concezione, incaricata del progetto educativo. La scuola Notre-Dame-de-la-Defense è una degli esempi più significativi dell’architettura scolastica di Eugène Larose. Il suo stile Art déco si riscontra sulla facciata con il gioco decorativo di mattoni in diversi colori, per i bassorilievi stilizzati che riproducono dei fenicotteri, dei bambini, delle stelle o ancora dei personaggi religiosi. La modernità delle facciate esterne si esprime ugualmente con il dinamismo delle linee orizzontali continue che dividono in bande. La decorazione interna rivela in maniera ammirabile questo stile utilizzando molti dettagli disegnati o scelti dall’architetto. Questa preoccupazione si riflette sia nella forma geometrica delle maniglie, dei supporti dei tavoli, delle serrature, delle balaustre delle scale che nei motivi floreali stilizzati delle griglie di ventilazione e dei radiatori in alluminio o delle balaustre delle scale in ferro battuto. La scuola comprende tre piani divisi in tre ale, divise a loro volta da due scale. L’ala principale è composta da classi oltre che locali di servizio. L’ala di sinistra, inizialmente concepita per come residenza per le sorelle-insegnanti, è attualmente affittata a degli organismi comunitari mentre l’ala di destra comprende una palestra e delle classi. Infine, una delle caratteristiche distintive della scuola sta nei suoi corridoi di cui un lato da sulle classi e l’altro sul cortile, permettendo così alla luce naturale di penetrare. L’edificio ha subito poche modifiche, mantiene la sua architettura d’origine sia all’interno ceh all’esterno.

Mercato Jean-Talon

7070 Henri-Julien

La création du marché Jean-Talon résulte d’une volonté de la Ville de Montréal de contrer le ralentissement économique causé par la Grande Dépression au début des années 1930.

Situé au cœur de la Petite-Italie, à l’ancien emplacement du Stade Shamrock, le marché Jean-Talon est inauguré en mai 1933. Il porte d’abord le nom de marché du Nord. Puis, en 1982, le marché est rebaptisé Jean-Talon en l’honneur du premier intendant de la Nouvelle-France.

À ses débuts, le marché Jean-Talon n’est pas qu’un lieu commercial. La Ville, désirant en faire un espace de vie, y aménage une bibliothèque municipale (à l’emplacement actuel de la boulangerie Première Moisson) ainsi que des jeux pour enfants. Au bout de quelques années, cette ambition est abandonnée et le marché devient un véritable pôle commercial et gastronomique.

À l’origine, le marché est ouvert les vendredis et samedis, puis quotidiennement dès 1954. Il rassemble plus de 400 agriculteurs qui offrent des fruits et des légumes, des œufs et des animaux vivants. Au fil des ans, les hangars des maisons du côté nord et sud se transforment en commerces alimentaires italiens.

Depuis son ouverture, Québécois et Italiens fréquentent le marché Jean-Talon. Or, à l’époque, les clients ne sélectionnent pas les mêmes légumes. Les Québécois achètent des concombres et des tomates, alors que les italiens sont à la recherche d’aubergines et de poivrons rouges.  

Au début des années 1980, le marché Jean-Talon inaugure la partie intérieure du mail, faite de cloisons amovibles. Aujourd’hui, touristes et résidents de toutes les communautés, affluent tout au long de l’année au marché afin de se procurer des produits locaux et frais.

Antico teatro Le Château – attualmente Centro Cristiano cittadino

6956, rue Saint-Denis, Montréal

L’antico Teatro Château è stato costruito dalla Confederazione Amusements Limited nel 1931-32, una catena di luoghi di divertimento appartenenti alle famiglie Lawand e Tabah. È stato costruito vicino il Rivoli, un altro magnifico palazzo del quartiere costruito nel 1926. Duranti gli anni, il Château ha attirato gli appassionati montrealesi di cinema, spettacoli di vaudeville e di musica da camera. Dopo la seconda Guerra Mondiale, con l’esodo verso la periferia fatica a riempire i suoi 1300 posti. Nel 1962, viene comprato dalla catena di Teatri Uniti, che inizia dei lavori di restauro per attirare una nuova clientela, purtroppo invano. Il cinema chiude nel 1980. Concepito secondo il piano dell’architetto René Charnonneau e decorato da Emmanule Briffa, l’antico Teatro Château è uno dei posti meglio conservati di Montreal. La sua architettura in stile Art déco emerge nelle forme e motivi geometrici e floreali, la verticalità dell’imponente facciata e gli elementi decorativi in pietra artificiale modellata. Inoltre, un bandone decorato geometricamente si profila al di sopra del pianterreno e l’arco centrale della facciata principale si ripete per tre volte sul lato. I materiali utilizzati sono il granito grigio per la base, la pietra artificiale per il rivestimento ornamentale e il mattone lucido. Due volumi rettangolari allungati, segnati da un’asimmetria armoniosa, accolgono negozi, case e il teatro. Questa unione di funzioni si ritrova anche in altri luoghi della stessa epoca come nel cinema York, su Saint-Catherine Ovest. L’originalità del Château sta in questo carattere multifunzionale oltre che nella sua estetica. La sezione del teatro comprende tre sezioni verticali dominate da quella centrale. Quattro finte finestre vi esibiscono le vetrate Art déco originali e degli elementi decorativi simbolici, figurativi o astratti creati dall’artista Joseph Guardo. Il decoro interno è stravagante. Trompes l’oeil, molti colori accesi, ornamenti in gesso a motivo floreale e geometrico ricoperti da foglie d’oro catturano l’attenzione tanto quanto i pilastri monumentali, i fregi, l’arco dorato rettangolare del proscenio (il cornicione che si affaccia sulla scena), motivi Art déco sorprendenti, finte vetrate… un’abbondanza di dettagli!

Chiesa Madonna della Difesa

6800, avenue Henri-Julien, Montréal

La chiesa, riconosciuta come patrimonio storico nazionale dal governo canadese nel 2003, è la più antica e importante della comunità italiana in Canada. Ancora oggi, gli italo-canadesi di Montreal si ritrovano in questa chiesa per celebrarvi matrimoni, battesimi, feste annuali e per dare l’ultimo saluto ai propri cari. All’inizio del XX secolo, le famiglie italiane del quartiere frequentavano le chiese cattolico-francesi. Nel 1910, in seguito alle richieste della comunità, l’arcivescovo Paul Bruchesi riesce a far creare una nuova parrocchia con il nome di Madonna della Difesa, in onore del sito italiano de La Difesa a Casacalenda (Campobasso), luogo di apparizione della Madonna. All’inizio, il primo edificio costruito aveva la doppia funzione di chiesa e scuola italiana. Nel 1918, i parrocchiani decidono quindi di costruire una chiesa che rifletta meglio le loro tradizioni e aspirazioni artistiche. Nasce cosi, grazie all’impegno e al contributo di tutta la comunità italiana di Montreal, una chiesa unica in Nord-America. Una chiesa che diventa un’opera d’arte, poichè sarà progettata dall’architetto Louis-Roch Montbriand e dall’artista di origini fiorentine Guido Nincheri. Dall’architettura fino agli affreschi, passando per le vetrate, Guido Nincheri realizza un vero e proprio capolavoro che inciderà sulla sua vita professionale e umana. Nincheri si ispira sia nella pianta della chiesa che per gli affreschi al mondo romano e greco-bizantino. La Chiesa Madonna della Difesa, nel suo affresco centrale realizzato negli anni venti, ospita oltre duecento personaggi religiosi e storici dei due continenti (Europa e Americhe) tra cui anche un Mussolini a cavallo.